Arlecchino e Pulcinella, travestimenti tradizionali!

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Carnevale ‘Made in Italy’ con due icone del travestimento: Arlecchino e Pulcinella!

Arlecchino e Pulcinella sono due maschere italiane molto famose, dell’epoca della Commedia dell’Arte. Ma qual è la loro storia e la loro origine?

Arlecchino, il popolare bergamasco dal vestito tutto colorato, è la famosa maschera della commedia dell’arte che nasce dalla tradizione italiana dello Zanni bergamasco e dai personaggi diabolici della farsa francese.

Ritroviamo evidenti tracce di queste origini anche sulla maschera seicentesca, che ritrae il ghigno nero del demonio con un corno, che ricorda la figura diabolica.

Arlecchino è caratterizzato da movenze agili, “scattose”, e da una vivida ilarità.

Ecco l’occorrente per travestirvi da Arlecchino: trovate maschere e cappelli nella pagina dedicata di Pelatelli.

Pulcinella, un’altra famosissima ed antichissima maschera della commedia dell’arte, si presenta in un vestito bianco, con due gobbe ed un naso adunco. Antichissima perché era già nota sin dai tempi dei Romani, ed è tornata in auge nel ’500 proprio con la commedia dell’arte, dopo un momento di oscurantismo nel periodo del Cristianesimo.

Pulcinella incarna e rappresenta virtù e vizi del borghese napoletano. La maschera di Pulcinella si adatta ad ogni ruolo: padrone, servo, domestico, magistrato, ma in nessun caso atletico.

Pulcinella si muove lentamente, è goffo, taciturno, per sfoderare invece all’improvviso un’ironia tagliente.

Maschere e cappelli da Pulcinella

La Commedia dell’Arte

La commedia dell’arte nasce in Italia nel XVI secolo, quando la riforma goldoniana della commedia porta tante novità nello scenario teatrale. La particolarità della commedia dell’arte riguardava le rappresentazioni, che non erano basate su testi scritti ma su dei canovacci, detti anche scenari.

Le rappresentazioni, all’inizio si tenevano all’esterno, con scenografie molto scarne. Le compagnie erano composte da dieci persone: otto uomini e due donne. Nella loro formula spettacolare, i comici della Commedia dell’Arte introdussero poi la presenza delle donne sul palcoscenico.

La prima volta che s’incontra la definizione di commedia dell’arte è nel 1750 nella commedia Il teatro comico di Carlo Goldoni. L’autore veneziano parla di quegli attori che recitano “le commedie dell’arte” usando delle maschere e improvvisano le loro parti, riferendosi al coinvolgimento di attori professionisti (per la prima volta nel Teatro Occidentale abbiamo compagnie di attori professionisti, non più dunque dilettanti), ed usa la parola “arte” nell’accezione di professione, mestiere, ovvero l’insieme di quanti esercitano tale professione. Commedia dell’arte dunque come “commedia della professione” o “dei professionisti”. In effetti in italiano il termine “arte” aveva due significati: quello di opera dell’ingegno ma anche quello di mestiere, lavoro, professione (le Corporazioni delle arti e mestieri).

Redazione Pelatelli
Redazione Pelatelli
La redazione di Pelatelli nasce con l'intento di rendere pubbliche notizie, eventi, trend nell'ambito del travestimento, delle feste a tema, dei costumi e dell'arte di indossarli, che li rende così affascinanti ed in qualche caso bizzarri.
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